Inviato: Ven 04 Gen, 2008 19:53 Oggetto: Capitolo secondo - La punizione dei maghi
Kavren era solo, seduto su di una sedia di legno scuro. Si trovava dentro ad una stanzina; l'aveva già vista quella stanzina cosi spoglia a vuota. Davanti a lui un vecchio e grosso tavolo, sopra al tavolo una pergamena. Era la pergamena che il vecchio mago gli aveva consegnato, ma ora era li ed alcune parole erano sottolineate. Chissà perchè.
L’aspirante Mago Karven è convocato alla Torre Magica di Wayreth affinché si presenti davanti al Conclave dei Maghi nel settimo giorno del settimo mese. Qui sarà messo alla prova dai Maghi del Conclave, affinché si possa decidere della sua entrata nelle file di coloro che hanno scelto la Magia come motivo di vita.
Essere invitati alla Grande Prova è un onore accordato a pochi, e come tale dovrebbe essere preso seriamente. Tale onore non può essere rivelato a nessuno, compresi i membri più intimi della famiglia. Il mancato rispetto di questo potrebbe portare all’annullamento della Prova.
Potrai portare con te solamente il tuo Libro degli Incantesimi, mentre eventuali Pergamene e Oggetti Magici ti saranno consegnati prima dell’inizio della Prova stessa. Le tue vesti saranno del colore da te scelto e alla fine della Prova potrai decidere se tenerle o meno.
In caso di morte, i tuoi averi saranno riconsegnati alla famiglia.
Dietro di lui ora la porticina della stanza si aprì lasciando passare un freddo rivolo di aria, poi davanti a lui la pergamena cominciò a dissolversi lentamente, al suo posto apparve una piccola candela accesa.
Kavren guardò stupito la piccola pergamena dissolversi lasciando al suo posto una piccola candela.
Guardò la candela con interesse,e ripensò a quello che c'era scritto nella pergamena.
Forse era perchè aveva accennato a Frulan della sua prova e i maghi l'avevano cancellata?
Kavren si infuriò.Si alzò dalla sedia buttandola a terra e prese in mano la candela.Con le vene del collo ingrossate e la faccia paonazza,Kavren tirò quella candela sul muro.Rovesciò anche il tavolo.Dopo si inginocchiò e,con la testa fra le mani,si calmò.Gli venne in mente solo allora di girarsi per controllare chi o cosa aveva aperto la porta.
Un leggero battito d'ali, pi il gracchiare di un corvo. quello stesso gracchiare che oramai gli pareva di conoscere.
Il tavolo era rovesciato a terra, mentre la cera della candela era sparsa su muro e sul pavimento. La stanza divene completamente buia ora.
Kavren si girò, il corvo si trovava sopra la spalla del vecchio mago, la sua espressione era seria e calma, composto con il suo bastone in mano fissava il drow accasciato al pavimento. "Non serve a nulla arrabbiarsi Karven, le regole erano stampate a chiare lettere nella pergamena e tu sai benissimo di averle infrante." Disse la sua voce che ora sembrava al drow pesante come un macigno. "Non vogliamo comunque toglierti la possibilità di seguire il tuo sogno ragazzo, ma dovrai rispondermi in fretta, ciò che ti chiederò non sarà semplice!" Continuò ancora il mago ora avvicinandosi un poco al drow e tenendogli la mano per aiutarlo a rialzarsi.
Kavren guardo negli occhi il vecchio,poi con una rapida occhiata passò lo sguardo al corvo.
Il cuore gli batteva forte.Che cosa aveva combinato?
Quella stanza semibuia sembrava fatta apposta per conferire alla vicenda un fare ancor più drammatico.Chissà perchè,kavren pensò questo prima di afferrare la mano vecchia e striminzita del vecchio mago.
La sua voce gli era sembrata rassicurante ma allo stesso tempo irritante,come se il vecchio fosse in torto.
Una volta in piedi,dopo due lunghi respiri,Kavren cominciò a parlare:
"Non abbandonerei mai il mio sogno.Farò tutto quello che si deve fare per realizzarlo.Ho preso una decisione e devo andare fino in fondo."
Lo sguardo gli passò instintivamente sul suo bastone.Quelle due parole gli turbinavano ancora nella mente.Non riusciva a sfilarle dal sottile filo degli eventi.
"Bene.Mi domandi qualunque cosa.Sono pronto."
"Dovrai ripartire appena ti desterai da questo sogno ragazzo, senza alcuna compagnia. Lascerai qui il kender ed il suo animale e uscirai al sole per dirigerti verso la torre"
Mentre parlava il mago rimetteva a posto il tavolo con un leggero movimento delle mani, il corvo paziente si era ora appoggiato sul caminetto spento.
"Ma non è questo ciò di cui ti priveremo, perderai la vista non appena uscirai dal paese di Naar. Raggiungerai la torre seguendo le grida del mio corvo che dall'alto ti seguirà. Poi raggiunta la torre decideremo se potrai vedere ancora o no."
Poi il vecchio si girò verso il drow "Questo abbiamo deciso. Accetti Kavren?"
Kavren puntò gli occhi per terra.Poi si passò leggermente le mani sul volto fino a coprirlo completamente.
Appena scoprì il suo scuro volto,i suoi occhi si puntarono sopra l'uomo e il suo corvo.
"Grazie,maestro.Grazie per avermi dato un'altra possiblità.Grazie."
Non si inginocchiò,abbassò solamente la testa in segno di umiltà.
"Grazie..."
Ripensò un attimo al piccolo kender a al suo animale.Ce la poteva fare?Poteva continuare senza nessuno...?
Privato della sua vista e dei suoi stessi amici.
*Padre...lo faccio per te...*
Una lunga lacrima fu inghiottita da Kavren,che chiuse gli occhi lentamente ricordando gli amari tempi passati.
"Non verranno tollerati altri errori Kavren!" Disse il vecchio mago con voce profonda. Poi una luce abbagliante si diffuse per la stanza, qualche secondo passò e Kavren si ritrovò ora solo all'interno della casetta. Tutto era buio, il tavolo con sopra la candela accesa era al suo posto, il caminetto era spento e solo una fievole luce proveniva dalla porta socchiusa della casa.
Fuori non si sentivano rumori di alcun tipo, probabilmente il drow stava ancora sognando.
Kavren guardò il tavolo,ancora lì in piedi...Guardò la sua camera...nessuno...altre domande cominciarono a turbinare nella sua mente...era tutto vero?era solo un sogno?
Come sempre non trovò risposta nel suo turbine di idee.Pensò solo che la miglior cosa sarebbe stata mettersi in viaggio subito,senza avvertire il Kender.Lasciandolo dormire...come se la sarebbe cavata senza di lui?Kavren non ci pensò mentre lasciava la sua camera con lo zaino in mano,aspettandosi di perdere la vista appena fuori dal paese.
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