Più sollevato che mai, l'uomo si abbandonò ad un sorriso e, con parole lente a causa della sua debolezza, rispose allo gnomo: "Mai stato meglio, messere...e vedo che c'è anche il nano con voi...ce l'abbiamo fatta..."
Così Elennor, le gambe quasi senza forza, non provò neanche a ritornare in piedi, perchè sapeva di non poter reggere lo sforzo; poi, sentendo lo scorrere lento, ma costante, del suo sangue caldo sul fianco, conscio che le sue stesse energie rimanenti stavano fuggendo via con esso, il guerriero si abbandonò alla stanchezza e lasciò cadere a terra la sua spada, chiudendo gli occhi.
In un attimo fu buio, ma non prima che un pensiero fugace attraversasse la mente di Elennor:
'Missione compiuta'
Pochi attimi dopo, e prima che Elennor perdesse del tutto i sensi, riaprì di colpo gli occhi poichè pervaso da una forte ed inattesa sensazione, come se fosse stato improvvisamente colpito da un fulmine.
Elennor percepì un incredibile vigore, sentì le forze rifiorire in lui in maniera del tutto inspiegabile e talmente repentina che anche il nano e lo gnomo ne rimasero stupiti:"Sir Elennor, le vostre ferite" esclamò Feywon meravigliato, mentre poneva la piccola manina destra sul ventre di Elennor, laddove la lama del suo clone aveva trafitto le sue carni.
"Non c'è più sangue nè lacerazione! Che diavoleria è questa?" bofonchiò Oyden evidentemente meravigliato, constatando anch'egli quello che Elennor ancora non aveva notato.
Il ragazzo comprese un attimo dopo di non sentire più alcun dolore non solo al ventre, bensì in tutti i punti dove aveva riportato ferite da quando era entrato nella caverna: non potè non rimanere sorpreso vedendo che in tutti quei punti non era scomparso solo il dolore, ma anche ogni traccia del sangue e delle ferite.
"è come se....come se anche le ferite siano state una illussione, sir Elennor!" esclamò Feywon abbracciando Elennor, mentre questi si teneva ora saldamente in piedi da solo, e sentendo dolore nella sola coscia ove uno dei goblin con cui aveva combattuto molto tempo prima lo aveva ferito.
"Sì, questo maledetto posto....dobbiamo andarcene!" esclamò Oyden recuperando da terra la bipenne, e spronando i compagni a guadagnare il tunnel da cui erano giunti nella sala.
Tuttavia, lo stesso Oyden voltò precipitosamente lo sguardo, così come Feywon e lo stesso Elennor fecero subito dopo, verso il grande cristallo al centro della sala, che aveva ripreso ad emettere luce ad intermittenza con forte velocità.
Tutti e tre i compagni di avventura di allarmarono, temendo che nuovamente qualche illusione si materializzasse per attaccarli, ma il cristallo emise uno strano rumore, prima che molte crepe apparissero improvvisamente sulla sua struttura, che infine, in un lampo, esplodesse rilasciando una luce intensissima.
Quella fortissima luce bianca fu l'ultima cosa che Elennor vide prima di svenire.........
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Quando rinvenne, il ragazzo per prima cosa udì il suono dell'acqua che scorreva, poi aprì gli occhi e senza comprendere cosa fosse accaduto, constatò che si trovava nel bosco, steso sull'erba, con al suo fianco il nano e lo gnomo ancora privi di sensi, ma che respiravano e sembravano stare bene; la caverna era sparita, o non potevano vederla, ed intorno a loro solo alberi e cespugli, oltre ad un piccolo fiumiciattolo.
Sopra di Elennor, un cielo azzurro e un sole splendente sorridevano alla natura intorno a lui.
L'uomo provò un incredibile senso di liberazione, nel constatare che, infine, i tre erano riusciti a tornare all'esterno di quell'antro oscuro, che, Elennor ne era sempre più convinto, era permeato di chissà quale stregoneria, con tutti quegli accadimenti strani ed inspiegabili; felice oltre ogni dire, il guerriero decise che era meglio scacciare quei cupi pensieri dalla sua mente, perchè ormai era tutto finito.
Così, assaporanto l'aria fresca e la luce del sole nel cielo terso, l'uomo, a cui la reclusione nel labirinto sotterraneo era sembrata durare un'eternità, si alzò in piedi, constatando con meraviglia che effettivamente le sue ferite erano proprio scomparse, e si diresse verso il piccolo fiumiciattolo che scorreva placido a pochi metri di distanza, di cui bevve avidamente l'acqua fresca.
Improvvisamente, poi, Elennor realizzò che, sempre che le sue impressioni fossero esatte, non mangiava da molto tempo, non considerando il modestissimo pasto consumato con il suo compagno Feywon prima di giungere nell'ultima caverna, perciò l'uomo si guardò in giro in cerca di qualche frutto o bacca apparentemente commestibile, in attesa che i suoi due compagni rinvenissero.
Elennor scorse non molto lontano un albero di mele, e si affrettò ad avvicinarsi per raccoglierne alcune in modo da sfamarsi con quelle e calmare il suo povero stomaco brontolante: riuscì in breve, sforzando un poco la gamba ferita, a raccoglierne una mezza dozzina, e senza pensarci un attimo addentò la prima divorandola con sua stessa sorpresa in pochi secondi.
Stava iniziando a divorarne subito una seconda quando alle sue spalle sentì la voce di Feywon:"Sir Elennor....ma cosa.....Sir? Dove siamo? Siamo fuori! Fduori dalla caverna.Evviva!" e voltandosi il ragzazzo constatò con gioia che sia lo gnomo che il nano erano di nuovo in piedi e lo osservavano con sguardi finalmente sollevati e sorridenti.
Elennor abbandonò il suo pasto, totalmente dimenticodi esso, di fronte ai suoi compagni ora svegli, esclamando: "Messer Feywon, siete sveglio! E anche voi, messer Oyden, vedo che siete in buona salute, siamo riusciti nella nostra missione, dopotutto..."
L'uomo sorrise felice alla volta dei due, potendo realizzare a pieno che ciò che aveva visto prima di svenire era vero, così, dopo un attimo di silenzio, Elennor tornò a guardare le mele che aveva in mano e ne porse un paio allo gnomo ed al nano.
"Tenete, dovete essere affamati, perciò credo che sia il caso di rifocillarsi un poco, prima di riprendere il cammino..."
Così l'uomo prese a mangiare a sua volta un altro frutto, guardando il cielo terso, e chiedendosi quanto tempo fosse trascorso dal quando lui e Feywon erano entrati nella caverna, sempre che ne fosse trascorso, o se anche il suo trascorrere fosse stata un'illusione.
I due accettarono volentieri le mele, ed il nano con sguardo fiero ed aria seria disse ad Elennor:"Sir Elennor, devo ammettere di avervi giudicato male, poichè siete stato un valoroso combattente ed un generoso compagno, ed io e Feywon vi dobbiamo la vita. Dunque vi ringrazio, e sappiate di poter in futuro contare sempre sul mio aiuto, qualora ne aveste bisogno."
Oyden concluse le sue parole con una pacca sulla spalla destra di Elennor, prima di addentare una delle mele che teneva nell'altra mano, il tutto sotto lo sguardo sorridente dello gnomo.
"è così" aggiunse poi Feywon, mangiando anch'egli un pò della sua mela.
Dopo qualche attimo, quando i primi bocconi giunsero a calmare lo stomaco affamato, Feywon disse:"Amici, credo che quella caverna fosse essa stessa una creatura magica di qualche sorta, o il rifugio di una siffatta creatura: non avrei mai pensato ad una cosa simile, ma è chiaro che in qualche modo era in grado di leggerci dentro e materializzare davanti ai nostri occhi, in una illusione del tutto realsistica, le nostre più profonde paure."
Oyden allora intervenne con voce alterata:"Deve essere così! Ed ecco spiegato come è possibile che abbia visto davanti a me il demone delle caverne che tanti anni fa uccise mio padre.....non poteva essere lui, visto che altri nano riuscirono ad abbatterlo dopo una cruenta battaglia con altri morti tra le nostre fila, ma in quel momento ho creduto che lo fosse, e mi sono lasciato sopraffare uscendone sconfitto. Maledizione!"
"Non amareggiatevi messer nano, non ora che dovremmo gioire di essere finalmente in salvo, e ricordatevi che spesso e più difficile affrontare le proprie paure che il più terribile dei nemici...."
Elennor tentò così di rincuorare Oyden, mentre dentro di sè rifletteva sulle parole dello gnomo, realizzando solo in quel momento il significato dello scontro con il suo clone.
'Dunque era quella la mia più grande paura, la parte di me nata tempo fa nell'arena, quella che immaginavo nascosto dentro di me, pronto ad uscire nel momento in cui avessi perso il controllo, assetato di sangue e violenza...'
Eppure lo aveva sconfitto, perciò, nonostante continuasse a ripetersi che vincere un nemico materiale fosse differente dal vincere una parte della propria anima, Elennor si sentiva finalmente cambiato, tornato normale.
Così, rincuorato, l'uomo finì di mangiare la sua terza mela e si rivolse nuovamente ai suoi compagni: "Messer Feywon, vi racconto cosa accadde una volta che ci separammo all'interno della sala avvolta nella nebbia: avvicinandomi al grosso cristallo luminoso, scoprii poco dopo il corpo del nano trasmutato in pietra, così mi affrettai a venirvi ad avvertire, però vi trovai in condizioni quasi di follia, e, un attimo dopo, anche voi foste colpito da una sorta di maleficio e vi pietrificaste.
A seguito di ciò sentii una voce che mi intimò di andarmene e, quando io rifiutai, mi scagliò contro un mio clone, e, una volta che lo sconfissi, riportando quella grave ferita al fianco, la realtà, che era precedentemente cambiata, tornò normale e fu in quel momento che vi ritrovai nuovamente vivo insieme a messer Oyden. Il resto della storia lo sapete anche voi, però vi è un dubbio che ora mi è venuto in mente: dovete sapere che quella voce che mi minacciò, sostenne di aver raggiunto il suo scopo nel trasformarvi in pietra, cosa che, a ripensarci ora, mi suona molto strana. Perchè quella grotta, che come voi, messer Feywon, sostente essere una creatura magica, voleva voi e il vostro compagno nano mentre io potevo fuggire indenne, ma, soprattuto, perchè voi due eravate il suo scopo?"
"Mi viene in mente che l'obiettivo fosse impadronirsi in qualche modo delle nostre anime, poichè non ricordo nulla dopo essere stato, come dite, tramutato in pietra: non provavo più nessuna sensazione, ed ero sospeso in una sorta di buio oblìo"
replicò lo gnomo accarezzandosi la barba con la mancina, e fissando il suolo pensieroso.
"Sì, è ciò che è accaduto anche a me!" aggiunse con fervore Oyden, annuendo alle parole di Feywon.
"Non so dirvi altro, ma forse è meglio non saperlo, e felicitarsi solo i aver scampato il pericolo, non credete?" disse ancora lo gnomo, lasciando improvvisamente i suoi pensieri e tornando sorridente alla volta di Elennor.
"Sir, credo che ora voi abbiate interesse a riprendere ciò che avete interrotto quando avete accettato di aiutarci, vero?"
Feywon ridacchiò mentre Oyden non capiva, poi lo gnomo gli sussurrò qualcosa all'orecchio, e quindi i due con complicità dissero al ragazzo:"Se volete, noi verremo con voi dalla dama che avete lasciato, e vi aiuteremo a proteggerla"
Istintivamente la mano destra di Elennor tornò verso il suo petto, a stringere il ciondolo ormai senza poteri che gli era stato donata da lady Daerin, mentre, come al solito, il cuore gli si riempiva di gioia.
'Al momento sembra che sia stata più lei a proteggermi che il contrario...'
Poi, accantonando quel pensiero, l'uomo sollevò nuovamente gli occhi al cielo e, tornando a fissare i suoi due compagni, rispose: "Siete molto gentili a propormi una cosa del genere, però temo che non ci sia modo di sapere dove siano ora la dama ed il cavaliere che la accompagna, potrebbero essere passate ore come giorni da quando ci siamo inoltrati in quella caverna....credo che la soluzione migliore sia recarci a Mar-Dominat, che, oltre ad essere la destinazione di sir Creylon e lady Daerin, dovrebbe essere anche la vostra di meta, o sbaglio?"
"Sì, proprio così, e vedrete che probabilmente li incontreremo entrambi lungo la via, se già non sono giunti a destinazione" replicò Feywon, poi portò lo sguardo sul ciondolo di Elennor, ed esclamò con sorpresa:"Ehy, ma ha cambiato ancora colore! Sir Elennor, guardate il vostro ciondolo"
Gli occhi del ragazzo, come quelli del nano Oyden, subito dopo le parole delo gnomo si mossero veloci portando gli sguardi sul monile, che la mano di Elennor, ora aperta, rivelava nel palmo alla vista: con sorpresa grande per Elennor, ora il ciondolo non era più del tutto bianco, come era divenuto dopo aver salvato il ragazzo e Feywon da una situazione di certa morte nella caverna, bensì era rosso -il colore originale- nella metà inferiore, e ancora di colore bianco nella metà inferiore.
"Che sorta di diavoleria magica è questa?" chiese Oyden, sospettoso verso la magia come è comune per molti tra i nani, e in breve Feywon gli spiegò quanto accaduto, e gli narrò dei poteri del ciondolo, lasciando comunque il nano piuttosto sospettoso al riguardo del prodigioso monile.
Poi Feywon si voltò ancora verso Elennor, e mantenendo il sorriso gli disse:"Fossi in voi, amico, cercherei in futuro informazioni sul monile, poichè sembra che le sue incredibili proprietà siano molteplici. Ne sono affascinato. Forse a Mar Dominat troveremo un mago della locale gilda in grado di aiutarvi, che ne dite?"
Elennor osservò stupito il cambiamento avvenuto nel ciondolo e l'unica cosa che gli impedì di allontanare per sicurezza quell'oggetto magico da sè fu la certezza del suo potere, che tutto aveva fuorchè qualcosa di pericoloso.
"Messere, credo che il mio primo compito sia quello di restituire questo ciondolo a lady Daerin, perchè è stata lei ad affidarmelo e sarebbe una sorta di furto se io non lo rendessi indietro il prima possibile; riguardo ai suoi poteri, sono curioso quanto voi, ma al momento non è compito mio indagare più a fondo, dato che questo oggetto magico non è di mia proprietà. Casomai limitiamoci a riferire tutto ciò che sappiamo alla dama, poi deciderà lei cosa fare.....Dunque," aggiunse poi Elennor, gettando un ultimo sguardo al ciondolo, per poi, stavolta, nasconderlo dentro la sua maglia, "credo che sia il caso di partire, dopotutto siamo sufficientemente riposati e nutriti, voi che ne dite? Messer Feywon, mi pare di ricordare che voi foste piuttosto esperto della geografia di questa zona, o sbaglio?"
"Fatemi pensare...." disse Feywon, concentrandosi ad osservare la foresta intorno a lui, in cerca di riferimenti noti che potessero indicargli la via.
"Mi sembra che siamo piuttosto vicino a dove una volta era l caverna, dunque dovremmo incontrare la strada per Mar Dominat muovendoci verso est per poi, una volta trovata, proseguire a Nord."
"Bene, in marcia allora compagni!" esclamò Oyden che con insolita euforia mosse per primo i propri pesanti ma volenterosi passi, certo di essere seguito a breve distanza dagli altri due.
E così fu, ed Elennor non potè trattenere un sorriso mentre si incamminava con i suoi nuovi amici - i primi che la vita gli avesse davvero fatto incontrare - verso una nuova avventura.
FINE
Spoiler (Mostra)
INFO QUEST: +150 punti esperienza.
Complimenti, davvero una bella quest. Se intendi subito proseguire la nuova trama di Lady Daerin, sulla strada per Mar Dominat, puoi dirmelo e vedrò di farti iniziare quanto prima una nuova quest, con me o altro master (avrai voglia di cambiare? )
magari con altri pg da incontrare e con cui giocare assieme
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