Quando sentì il panno freddo passargli sopra la fronte, Coleron aprì per un attimo, incerto, gli occhi. Vide l'ombra confusa del guardiano sopra di sé, e poco distante un basso fuoco acceso. Doveva essere quasi notte, ma non era notte anche quando... Quando cosa?
Gli tornarono in mente alcune vaghe scene della notte precedente, i corpi delle sue prede, un branco di lui, un lago... e anche una grotta, e di una prigioniera e di guardie che la controllavano. Per un attimo sentì che nuovamente avrebbe perso i sensi, in bocca ancora il sapore caldo del sangue, ma lottò con le sue forze per rimanere appeso a quei ricordi. Scostò un attimo la testa, e si rese conto che si trovava nella grotta che assieme al Guardiano dei Boschi aveva condiviso da quando era arrivato in quella zona. Poco oltre, una serie di pelli erano sistemate lungo la parete. Alcune di esse contenevano ancora del cibo, ma in quel momento il ranger mannaro non aveva fame. Sentiva che, se solo avesse provato a mettere qualcosa in bocca, lo avrebbe rigettato. Ma sentiva anche che le forze erano poche, che era rimasto svenuto troppo a lungo.
Il guardiano gli si avvicinò con una scodella riempita per metà di una sostanza scura, un miscuglio di frutti e acqua, denso e polposo, che gli avrebbe ridato senz'altro le forze. Se lo lasciò accostare alla bocca, mentre il compagno gli sollevava leggermente la testa per permettergli di bere. Assaggiò alcuni sorsi della bevanda, poi la scodella gli fu tolta, per evitare che rigettasse anche quel poco.
Il guardiano si allontanò, poggiando la scodella assieme a delle altre. Quindi si avvicinò al fuoco e lo alimentò con due nuovi ciocchi. Una pentola colma d'acqua, di spezzatino ed erbe era già stata messa a cucinare, ma la cena sarebbe stata solamente per lui. Il guardiano si sedette poi poco distante dal mannaro, lanciandogli un'occhiata per vedere se aveva bisogno di qualcosa o meno. Sotto le sue coperte, Coleron sonnecchiava, fra lo sveglio e il cosciente.
Le ossa gli dolevano ancora e la nausea era sempre in agguato. Nel dormiveglia rivide il volto pallido di una donna non la ricordava, eppure sapeva di conoscerla e lei aveva bisogno di lui. Nonostante quel decotto d frutta appena preso aveva la bocca impastatata e sentiva la gola ardergli,«Acqua!...»proferì, non sapeva se l'aveva chiesto in sogno o se l'aveva veramente chiesto al guardiano. Al pensiero dell'amico e mentore vicino a lui riaprì gli occhi e gli volse verso l'uomo, nel semibuio, cercò anche di fare un gesto con la testa per far capire che era "sveglio" e chiedeva la sua attenzione,poi con poca voce chiese «da quanto sono qui?...» le tempie continuavano a martellargli nella testa, intanto che aspettava le risposte...
«Sei tornato questa mattina. Sei svenuto a pochi metri dalla caverna e ti ho riportato qui sotto. Hai dormito tutto il giorno» proferì il Guardiano, osservando il mannaro ancora steso sotto le coperte.
«Devi aver perso molto tempo a cacciare: eri ancora sporco di sangue, quando ti ho trovato. Dovresti evitare di spingerti così oltre la zona» concluse il ranger, mentre si risollevava dal suo posto.
Fuori un vento gelido sferzava le cime degli alberi, arrivando fino all'ingresso della grotta. Il fuoco lo manteneva lontano, ma ciò nonostante il clima rigido dell'inverno si faceva sentire.
Il vento freddo e sferzante, che filtrava dall'ingresso della grotta, aiutò il mannaro a recuperare un pò della sua lucidità anche se la testa continuava a dolergli e i crampi allo stomaco rimanevano. Coleron iniziava anche a sentire l'apporto benefico che quella sorta di zuppa dolce,preparatagli dall'amico,gli procurava "alle ossa". Rimase per qualche battito di cuore in silenzio, adesso era un battito regolare, non come la notte prima, si rabbuiò per un istante. Poi il ricordo della giovane tornò prepotentemente nei suoi pensieri.Quinid sollevatosi un pò sulle braccia e facendo perno sui gomiti, si sedette ed esordì «Ieri notte mi sono spinto oltre il mio solito "territorio di caccia",seguendo il branco del Vecchio» quando parlava del Vecchio sapeva che il guardiano lo capiva, fin da quando aveva iniziato a girare in quella zona nella sua forma animale, discuteva col proprio mentore di quel branco, che, in qualche maniera l'aveva accettato. In linea di massima Coleron non ricordava tutto quello che faceva in quella forma, ma gli odori del branco e la zona che battevano di solito, gli ricordava bene.Comunque i ricordi della prigioniera erano ben vividi, adesso che iniziava riprendersi e quindi continuò«Il vecchio mi ha portato su una bassa cima di roccia, non ricordo bene in che zona precisa, ma ricordo di aver segnato il tragitto, intorno a questa radura c'era il bosco e nel ventre di quelle roccie ho visto un figura femminile, sembrava provata ma non era legata,almeno non credo... » aveva la bocca secca e bevette un sorso d'acqua e poi continuò «Era prigioniera di questo sono sicuro. Non ricordo insegne o simboli particolari, ma la sorvegliavano in quattro o cinque uomini con corazze e spade, sai niente di qualche fanciulla scomparsa, da Algherot o da qualche casato o villaggio in zona?» attese la risposta, ma poi gli tornò in mente che la ragazza non sembrava una nobile, almeno non da ciò che indossava,che gli pareva di ricordare essere solo un lungo indumento, come una camicia o qualcosa di simile. Il mannaro aggiunse alla prima descrizione anche questo particolare. Il giovane sperava vivamente che il guardiano potesse dargli qualche informazione o che almeno decidesse di seguirlo non appena lui si fosse rimesso.
Spoiler (Mostra)
scusa la lunghezza del periodo.
P.s: mi sono accorto di avere più di 500 punti,aggiorno il mio compendio?
L'ultima modifica di Coleron il Dom 30 Set, 2007 16:47, modificato 1 volta
Il Guardiano rifletté per un attimo sulle indicazioni di Coleron, continuando a passeggiare avanti e indietro sull'ingresso della grotta. Infine si rivolse verso di lui.
«Non ho idea se siano scomparse giovani donne nei dintorni. Negli ultimi giorni sono passate alcune carovane di saltimbanchi a nord di qui, poco oltre Algherot... Anche se non vedo il motivo per cui una serie di guerrieri, armati come mi hai descritto, dovrebbero rapire una giovane donna e rinchiuderla in una grotta...»
Il Guardiano riprese a camminare attorno al fuoco.
«Riposa ancora: questa sera cercheremo le tracce che hai detto di aver lasciato, e vedremo di far luce su questa faccenda.»
Il Guardiano scosse la testa, mentre si sedeva a gambe incrociate vicino al fuoco e prendeva a intagliare una nuova freccia per il suo arco.
Spoiler (Mostra)
Punti Esperienza: 4
Punti totali: 8
Si, aggiornalo pure.
Attento comunque che non siamo nel Bosco degli Elfi, ma nel bosco a sud di Algherot! Quindi Irduish direi che è un bel po' lontana... Correggi il tuo post
Il mannaro seguì il consiglio del guardiano,in fondo non credeva che sarebbe stato di grande aiuto a quella ragazza, nello stato in cui si trovava al momento.La maggior parte dei dolori alle giunture iniziavano a farsi più tenui e la testa non gli girava più, la nausea era passata. Il pensiero della giovane in pericolo sembrava accellerare la sua "guarigione" dal trauma della trasformazione,iniziò anche a riflettere sulle considerazioni dell'amico, in effetti perchè tante guardie per tenere sotto controllo una sola prigioniera? probabilmente quella grotta era anche la base dei briganti, oltre che una semplice prigione...chissà cos'altro nascondevano quegli uomini in quel luogo...la stanchezza ebbe la meglio il mannaro si addormentò, con quelle domande che gli ronzavano in testa, ma diversamente da prima ora era sprofondato i un sonno profondo e ristoratore...
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