«uhm»si ritrovò a mugugnare il giovine nel sentire le parole del vecchio «di magico ancora non ne ho bisogno»forse neanche se ne accorse di pensare ad'alta voce, dal sacchetto, prende le due monete portandole alla mano smunta e magra dell'anziano «ecco a voi»lasciandole cadere sul palmo della destra protesa del suo interlocutore quindi si volta verso le varie strade che vanno verso il centro «quale di queste dovrò prendere ?»domandò ancora all'anziano volendo sapere più nello specifico dove poter trovare la bottega appena accennata. Un rapido sguardo, circospetto fa si che noti vari sguardi diretti verso di se, soprattutto, quelli della donna. "cosa vorranno da me ?"si domandò tra se e se cancellando poi la domanda con una stoica scrollata di spalle... Riportò la propria attenzione verso il vecchio senza distogliere la mano dal sacchetto e portandovi lo sguardo di tanto in tanto.. "Fin quando sarò disarmato dovrò stare bene attento ai ladri.. Non si scoraggeranno di sicuro con uno disarmato come me ma almeno con una spada incuterò un pò di terrore a prima vista."Ancora una volta si ritrovò a pensare portando poi lo sguardo verso le varie vie e viuzze del luogo prima di riportare la propria attenzione verso il vecchio e verso le sue future parole in modo da poter memorizzare la via e andarvi spedito prima di ritrovare la loccanda stabilita con Galbatonius.
Il mendicante con inaspettata velocità fece scivolare le monete ricevute in un piccolo sacchetto sotto la veste, custodendole gelosamente e sottraendole così alla vista di occhi indiscreti.
Dopo aver ringraziato ancora Iruga, gli disse "Se intendete andare in città,
avete tre scelte, mio signore: potete prendere a piedi la via di ciottoli che vedete lì in fondo" - indicò col braccio destro una strada piuttosto larga che dal porto saliva sempre più ripida verso le mura - "Oppure percorrere la stessa via a cavallo, comprandone o affittandone uno qui al porto.
"Altrimenti, potete scegliere di prendere la scociatoia che passa per il bosco, lì sulla destra, che vi porterà più velocemente alla porta est della città, ma il percorso è più impervio e rischioso."
il giovine si ritrovò ad ascoltare l'anziano portando uno sguardo verso la prima strada e poi sull'anziano che continua a parlare e a indicare la seconda via e infine la terza«come mai impervio e rischioso ?»Domandò all'anziano mendicante indicando la terza via da lui elencata e quindi tornando a domandare con voce bassa, abbastanza, da farsi sentire solo da lui «la via del bosco e quella dei ciottoli è collegata ?»Domandò ancora volendo ricevere maggiori informazioni sulla via"di comprare i cavalli non se ne parla dato che a stento forse ce la farò a comprare una spada e uno scudo e poi ho bisogno di altri soldi per continuare il viaggio con galbatorius" come se si voleva convincere della sua decisione attese ancora una volta le parole del vecchio in attesa di una sua risposta prima di prendere a vagliare le varie strade che conducono alla città scrutando di nuovo i vari presenti della quale ha attirato l'attenzione.
"Le due vie non sono collegate purtroppo, mio signore, poichè la via di ciottoli conduce alla porta ovest della città, mentre l'altra alla porta est" rispose il vecchio mendicante con voce flebile - "E la via del bosco è ritenuta rischiosa poichè non sempre tutti quelli che l'hanno intrapresa, soprattutto di notte, sono arrivati sani e salvi alle porte della città: di qualcuno non se ne sono avute mai più notizie.
Briganti, o forse qualche belva, pensiamo......"
Il vecchio fece una piccola pausa, poi abbozzò un sorriso e disse:"Queste sono le uniche vie per giungere al borgo, a meno che voi non siate in grado di volare o .....di usare il teletrasporto magico! Ora vi saluto, nobile signore" e dopo aver detto ciò, il mendicante recitò sottovoce parole incomprensibili per Iruga, e un attimo dopo sparì in una piccola nube di polvere, che si dissolse subito lasciando nessuna traccia del mendicante.
«hm»si trovò a soppesare le strade mentre ascoltava le parole del vecchio, quella dei ciottoli pareva comunque le più sicura e non aveva poi tanta fretta. "Nell'altra strada magari ci andrò un'altra volta" pensò prima di portare di nuovo lo sguardo verso il vecchio, appena in tempo, per vederlo svanire all'improvviso in una nuvola di fumo«hm»mugugnò ancora con un leggero sorriso sul giovanile volto prima di continuare a pensare tra se e se ad alta voce«se lo sapevo mi facevo dare un passaggio da lui»il sorriso non svanì dalle labbra del giovine, non prima, di imboccare la prima via indicata dal vecchio che percorre con passo leggero, calmo portando lo sguardo tutt'intorno voltando il capo a destra e a manca per osservare la vita caotica della gente che abita, o che, staziona semplicemente in città. Ogni tanto la mano tiene sulla sacca dei soldi con fare fugace, semplicemente, se ne vuole accertare che sia sempre li e non vuole dare a vedere a eventuali manigoldi interessati quale sia la posizione della sacca con il suo prezioso contenuto.
La via era piuttosto trafficata, frequentata soprattutto da viandanti a piedi che come Iruga erano diretti in citta`, mentre il via vai di carri era diretto sia dalla citta` al porto, sia dal porto alla citta`, una volta avvenuto il carico delle merci da portare al borgo.
Nessuno sembrava curarsi di Iruga, poiche` i carri sfrecciavano piuttosto veloci, rischiando addirittura di investire qualche viandante disattento, e gli altri a piedi era guardinghi quanto l'umano, badando a non dare essi stessi troppo nell'occhio.
Iruga prosegui` lungo la salita che aveva una certa pendenza, riuscendo dopo un paio di chilomemtri ad affaticarlo lievemente, visto anche il sole che splendeva nel cielo sopra di lui e teneva alta la temperatura.
Ad un certo punto, un carro passo' veloce a pochissima distanza da Iruga, quasi colpendolo, ma il cocchiere si curo' di evitarlo solo all'ultimo, e nel fare cio` svolto' col carro passando con una ruota sopra una grossa pietra che era a terra, che fece sobbalzare il carro.
Una coperta cadde dal carro, ma questo prosegui' la sua corsa poiche' il cocchiere non se ne avvide e sprono' ancora i cavalli ad affrettarsi verso la citta`.
fece piuttosto attenzione a rimanere il più lontano dal centro della strada per evitare i carri in corsa che altrimenti lo avrebbero travolto."Qui se sbagliano qualcosa sono finito" continuò a pensare il giovane nel vedere i vari carri correre a più non posso. Soprattutto il carro che per poco non lo colpiva, si porta di lato in modo da poter essere almeno sicuro di non essere colpito mentre un naturale sospiro fuoriescì dalle sue labbra nel vedere lo stesso cambiare direzione all'improvviso.«chi ti ha imparato a portare quel coso un babbuino ?»a bassa voce, più per rassicurarsi del pericolo passato che per farsi sentire da quel guidatore spericolato. Nel seguire con gli occhi i movimenti del carro, vide la coperta caduta dal carro. Incuriosito più che altro le si avvicina tentando comunque di non portarsi nella zona ove i carri sfrecciano a tutta velocità esaminandonla. La sinistra semrpe permaneva sul sacchetto di tanto in tanto, e prima di calarsi il capo venne portato a destra e a manca come per rassicurarsi che nessuno abbia cattive intenzioni...
Raccolta la coperta, Iruga ebbe l'impressione che fosse arrotolata attorno ad un qualche tipo di oggetto, e la curiosita` crebbe ancora volendo egli scoprire di cosa si trattasse; ma prima che fosse riuscito a scostare la coperta rivelando il contenuto, una voce bruscamente lo fermo` richiamando la sua attenzione:"Ehy non ci provare, l`ho vista prima io!"
Sollevato lo sguardo, Iruga vide la figura di un uomo di media altezza, grassoccio e malvestito, venirgli incontro con in mano un piccolo bastone.
Iruga avverti` un forte odore di alcol non appena il tipo fu a non piu` di due metri da lui, evidentemente per reclamare qualcosa nei suoi confronti.
iniziò a srotolare la coperta per poterne vedere il contenuto, ma, venne bloccato da una voce a lui sconosciuta. Incuriosito volta il capo verso colui che ha parlato e una visibile smorfia di disgusto gli si poteva notare sul volto nel vedere chi si stava avvicinando. Pensò un'attimo sul da farsi alzandosi nel frattempo e voltandosi in modo che abbia di fronte l'uomo grassoccio "ciò che c'è nel fagotto mi incuriosisce" pensò "però se poi l'uomo avesse dei complici ?" a questa domanda nella sua mente si voltò in cerca di altri eventuali interessati prima di rispondere «bhe potremmo dividere, non credete ?»Domandò con un leggero sorriso rimanendo vicino al mucchio di coperte arrotolate. Le mani sono ora tenute lungo i fianchi prima di tornare serio e attendere una risposta dall'uomo dona ancora uno sguardo incuriosito al mucchio voltandosi nuovamente serio verso l'ubriaco. "Speriamo di non dover scatenare una rissa in pieno giorno e appena sono arrivato" pensò ancora una volta... La lotta a mani nude non era tanto il suo forte ma comunque era un'idea che non ripudiava in casi estremi.
"Hey, non fate il furbo con me! Hic!" esclamò l'uomo, agitando il bastone in tutta risposta e puntandolo verso Iruga.
"quello....hic! quello che c'è dentro è roba mia, qualunque cosa sia. Qualcosa in contrario? Ora datemi tutto prima che perda la pazienza!"
Iruga sapeva di dover decidere in un lampo come comportarsi, poichè l'uomo ubriaco che aveva davanti sembrava davvero sul punto di aggredirlo di lì a poco, e allora egli sarebbe stato costretto ad affrontarlo o a cercare di fuggire con quello che aveva casualmente trovato.
Con la coda dell'occhio notò che un altro individuo, avvolto quasi completamente in un grosso mantello grigio, che ne celava le fattezze, si era fermato e dal bordo opposto della strada sembrava osservare silente i due litiganti.
"Ora basta!" disse l'ubriaco, portandosi di fronte ad Iruga e alzando il bastone sopra la testa per colpirlo.
"uhm ora vediamo un pò come prenderci il fagotto e non provocare troppo caos"pensò il giovine, quindi, lasciò il fagotto di fianco a se. Un leggero sorriso si presentò sul suo volto«almeno permettetemi di vedere cosa vi sia dentro»tentava di convincere il vecchio ubriaco«il contenuto sarà vostro»il leggerò sorriso non si levò dalle labbra del giovine e fece un passo verso sinistra allontanandosi così di un passo dal fagotto e alzando le mani per mostrare la sua innocenza e la scarsa voglia di fare confusione. Curioso però voleva rimanere almeno a vedere cosa v'era lì dentro.«Che ne pensate ?»vollè dar fretta all'uomo per non farlo ragionare troppo sulle possibili cose che avrebbe potuto fare, non volendo rischiare di contare soltanto sul troppo liquore bevuto dall'uomo.«Io lo voglio soltanto vedere, nulla di più il resto andrà a voi e magari lo venderete per una bella bottiglia di rhum mentre io me ne vado per la mia strada come se nulla fosse successo.»Ancora una volta voleva tentare di convincere il vecchio ubriaco della sua innocenza con un sorriso a dir poco disarmante sul volto intento a sviare il suo vero scopo.
Il suo tentativo però spazientì del tutto il grassone ubriaco, che con rabbia gli si scagliò contro tentando di colpirlo.
"Brutto bastardo!" gridò l'uomo dopo aver sollevato il bastone sopra il capo per poi portarlo verso il basso, mirando un colpo piuttosto scoordinato, visto lo stato di ubriachezza, ma in apparenza piuttosto veloce e potente.
Iruga si vide minacciato di venir colpito al capo dal bastone, e dovette fulmineamente decidere come evitare che il colpo lo raggiungesse.
«uff almeno ci ho provato»scrollò le spalle per un solo istante il giovine, quindi, tentò in un CONTROTEMPO di sferrare un PUGNO diretto al NASO dell'avversario, il braccio destro si flesse indietro facendo in modo che la mano vada a contatto con il fianco destro con le nocche dirette verso il celo, quindi, lasciò partire il colpo: un DIRETTO nel portare il colpo, il piede destro venne portato in avanti rispetto al sinistro e il pugno fece una leggera rotazione in senso ANTIORARIO in modo da poter dare più forza al colpo, medesimo movimento, venne compiuto dal busto, e per lo stesso motivo. "se il colpo andrà a buon termine prenderò il fagotto e scapperò, non voglio attirare ancor di più le attenzioni su di me, soprattutto, ora che sono ancora disarmato" si ritrovò a pensare nel portare il colpo.
Il pugno di iruga centrò repentinamente il bersaglio, rompendo il naso del suo assalitore e scaraventando questi a terra prima che a sua volte fosse riuscito a colpire Iruga col bastone.
L'ubriaco sembrava svenuto, e non si muoveva più da terra, dopo esservi caduto con un rumoroso tonfo, mentre il bastone di legno giaceva al suo fianco; il trambusto però non aveva lasciato indifferenti le poche creature che si trovavano in quel momento sulla via, e tra loro un uomo gridò."Ehy, voi"
Iruga si voltò nella sua direzione, scorgendo quella che sembrava una guardia della città, armata di spada e con addosso la cotta di maglia lucente con la tabarda recante lo stemma cittadino di un drago a due teste.
Gli occhi di Iruga corsero veloci portandosi dalla guardia che avanzava verso di lui all'ubriaco a terra che aveva picchiato per difesa, alla coperta con all'interno l'oggetto caduto dal carro.
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